Il Caso Schwazer

Sono stato contattato da Alex Schwazer alla fine del 2009. 
Mi disse che non era soddisfatto dei programmi di allenamento delle due ultime stagioni. 
Mi chiese di valutare il lavoro svolto e di proporre eventuali modifiche. Risultò evidente che Alex si allenava troppo: oltre a quanto concordato con l’allenatore, aggiungeva, di sua iniziativa, 2-3 ore di cicloergometro, tutti i pomeriggi, per 5-6 giorni alla settimana. 
Sviluppammo insieme per il 2010 un nuovo programma di allenamenti, con meno ore settimanali, più lavori di qualità, frequenti test di valutazione per adattare le intensità ai suoi progressi e ripetuti soggiorni in altitudine. 
Alex migliorava rapidamente, evidenziando grandi qualità atletiche e margini di crescita, anche se a volte dava la sensazione di non essere mai pienamente soddisfatto e sicuro di sé. 

Nella primavera 2010 ottenne il record italiano sulla 20 km, migliorando il suo personale di oltre 2 minuti, e altre eccellenti prestazioni in diverse gare internazionali. 
Ai campionati europei di fine estate ottenne un secondo posto nella 20 km e si ritirò per crampi nella 50 km, manifestando pubblicamente una grande delusione che ai più apparve ingiustificata, quasi una sorta di profondo malessere interiore. 

Non ho più avuto contatti con Alex Schwazer da circa 18 mesi. 
Non vado a St. Moritz dall’ottobre 2010. 
Non gli ho mai consigliato pratiche doping, né lui me le ha mai richieste.  

Le informazioni diffuse in questi giorni non possono provenire dalle indagini giudiziarie in corso, sia perché coperte dal segreto sia perché la Magistratura sa bene che i miei contatti con Alex Schwazer risalgono al passato. Pertanto coloro che li accostano alla vicenda attuale diffondono notizie diffamatorie e calunniose che non potrò esimermi dal denunciare all'Autorità Giudiziaria.

08 Ago 2012