Campionati del Mondo 2002

Quando Cipollini è partito, a 150 m dal traguardo la strada in leggerissima discesa (da 53x11) ha fatto il vuoto.

McEwen quasi perdeva la scia dei primi, impotente davanti a tanta potenza/ forse l’ australiano e Zabel avevano dissipato qualche energia di troppo nella lotta a suon di testate e spallate, per prendere le ruote di SuperMario. 

Ma non era umanamente possibile, in soli 150 metri, “saltare” questo Cipollini, lanciato in maniera perfetta dai compagni Petacchi e Lombardi.

McEwen per vincere avrebbe dovuto recuperare almeno 3 metri nei 7” che lo separavano dal traguardo: sprigionare quindi una potenza superiore a quella di Cipollini (1600-1800 watts) del 3-5%!

È stato il Mondiale più veloce della storia del ciclismo: 46.538 km/h di media e di conseguenza anche il più breve di sempre – 5 ore e mezza.

Percorso velocissimo, strada larga, meteo favorevole: troppo facile pedalare nel gruppo, per tentare di rendere la corsa dura e selettiva.

In più, la fuga di Durand tiene per oltre 2 ore il plotone tranquillo, sia pure a 44 km/h di media: ma quando il gruppo è largo sulla strada, “appallato”, lo spostamento d’ aria causato da questo spinge in avanti anche chi occupa le prime posizioni, riducendo la fatica.

Il solo attacco serio lo portano Millar, Camenzind e Wrolich: una bella azione sul filo dei 50 orari, controllata senza fretta dal gruppo leggermente allungato e guidato da italiani, polacchi e australiani con le gambe ancora piene di energie.

Poi una accelerazione di Musseuw, stoppata da Bettini, e un giro a 51.143 km/h di media consegnano il controllo della corsa alla nazionale italiana, davvero superlativa per forza e determinazione.

30 Ott 2002