Aspettando Sanremo 2004

06 Mar 2004

Alla Parigi-Nizza del 1992 il duello tra Tony Rominger e Jean François Bernard tiene alto l’ interesse degli appassionati di ciclismo: Rominger vince il prologo e la tappa Marsiglia-Mont Faron, Bernard fa sue la cronoscalata del Col d’ Eze e la classifica finale, davanti a Rominger e Indurain. Mario Cipollini vince 3 tappe e si annuncia in ottima forma in prospettiva Milano-Sanremo.

Ma è dalla Tirreno-Adriatico che arrivano i segnali più significativi: Moreno argentin vince 3 tappe consecutive, surclassando gli avversari, impressionando soprattutto per la potenza espressa sul Morolo, uno strappo secco di 800 m con pendenza del 20%, che costringe molti corridori a mettere il piede a terra (tra questi Bugno e Breukink).

La classifica finale va a Sorensen (compagno di squadra di Moreno) davanti a Breukink, ma è Argentin che si presenta come assoluto favorito per la Milano-Sanremo.
La sua squadra, l’ Ariostea, è fortissima: Sorensen, Cassani, Furlan, Rijs, Golz, Joho, Lietti sono tutti uomini di grande valore, esperienza e in ottima forma.

Moreno si è allenato tutto l’ inverno con grande determinazione; per oltre un mese aveva pedalato, tra dicembre e gennaio, in compagnia di Massimiliano Lelli, sulle impegnative strade di Gran Canaria, percorrendo oltre 3500 km con 60000 m di dislivello totale. Già in Febbraio, alla Settimana Siciliana aveva vinto 2 tappe e classifica finale davanti a Zuelle e Anderson.

Ma un “corsaro” forte ed esperto è in agguato. Pedala nascosto nel gruppetto dei velocisti che si staccano nelle tappe più impegnative di quella Tirreno-Adriatico dominata dai corridori dell’ Ariostea.
Sean Kelly, 36 anni, aveva vinto una tappa alla Vuelta Valenciana in Febbraio, poi si era nascosto nella pancia del gruppo, pensando solo a rifinire la forma per tentare il colpaccio alla Classica di Primavera.

Lo avevo notato più volte, magro e “tirato”, transitare ai rifornimenti tra i ritardatari, ma con un colpo di pedale agile ed efficace.

Il 21 Marzo, finalmente, la “Classicissima”.

Sulla Cipressa, una impressionante accelerazione di Alcala e di Maassen costringe l’ Ariostea ad un dispendioso inseguimento che sacrifica preziose energie di Furlan e Sorensen; Cassani è coinvolto in una caduta, e Argentin si trova solo ai piedi del Poggio.

È costretto a fare lui la selezione: scatta una prima volta, una seconda. Alle sue spalle il gruppo si allunga, si spezza, ma alla sua ruota resistono, ingobbiti nello sforzo, Jalabert, Colagè, Fondriest e Van de Laer. Rallenta e subito riparte con una terza accelerazione, impressionante ed esaltante: solo Van de Laer gli resiste.

Argentin è costretto ad un altro scatto, il quarto, ed è finalmente solo.
Scollina sul Poggio con 9” di vantaggio su un gruppetto di inseguitori trainato da Fondriest.

Kelly non si mai visto, non ha risposto ad accelerazioni, è salito forte ma regolare, sempre in scia di altri corridori e protetto dal vento. Ora è lì, lucido, determinato e pieno di energie.

Argentin ha prodotto un enorme sforzo anaerobico, ed ora l’ acido lattico impasta le gambe e appanna la destrezza in discesa.
E in discesa Kelly attacca, con potenza e decisione. Sorensen non riesce a tenergli la ruota e l’ atleta della Festina se ne va solo; ad ogni tornante guadagna una decina di metri, sfiorando pericolosamente i muretti nella folle picchiata.

Argentin non si accorge del pericolo; Kelly, coperto dalle moto al seguito, plana su di lui come un falco ad 1 km dal traguardo.
Argentin si gira, lo vede e chiede il cambio, ma l’ irlandese rimane freddamente alla sua ruota. I due quasi si fermano, il gruppo sembra rinvenire minaccioso, ma Kelly si muove solo per lanciare lo sprint che lo vede facile vincitore.

Questa storia suggerisce alcune considerazioni su come preparare ed 
affrontare la Milano-Sanremo.

Il percorso è relativamente facile, ma proprio per questo l' interpretazione della corsa è difficile, essendo quasi impossibile per una sola squadra, per quanto forte, controllare gli attachi e conservare allo stesso tempo 2-3 uomini per il finale di gara, che si decide quasi sempre nei pochi kilometri che separano la Cipressa dall' arrivo.

Dunque è poco conveniente presentarsi alla partenza della Sanremo come grande favorito o come squadra più forte che "tenga cucita" la corsa in attesa del gran finale.

Nella storia recente della Milano-Sanremo sono state assai numerose le affermazioni di corridori non pronosticati. La tensione dell' attesa, nel ruolo di favorito, può giocare brutti scherzi, bruciando tesori di energie ancor prima della partenza.

La corsa stessa, velocissima, nervosa e ad alto rischio di cadute, aumenta il dispendio energetico, facendo spesso sentire nel finale tutto il peso dei quasi 300km di gara, sicchè al momento decisivo molti protagonisti si trovano senza benzina nelle gambe.

Per sperare nel successo occorre essere molto ben preparati, ma anche pieni di energie psico-fisiche, cercando di non spendere troppo nelle ultime corse che la precedono, anche per non caricarsi di troppe responsabilità.