Vuelta a Espana 2004

- 8 Settembre, 2004 - 

Prime scintille alla Vuelta 

Le prime 4 tappe della Vuelta a Espana 2004 non hanno esibito agonismo esasperato, anche a causa dei percorsi, prevalentemente pianeggianti, sviluppati su strade larghe e diritte poco adatte a fare selezione. 
Dopo lo show della USPS nella cronosquadre, i lampi di Petacchi e Valverde hanno comunque ricordato il livello tecnico dei partecipanti. 

La 5° tappa di oggi, abbandonate finalmente le strade nazionali, ha percorso le stradine ondulate e tortuose della provincia di Castellon. Vinokourov e altri compagni della T-Mobile pagano caramente una probabile intossicazione alimentare, sempre in agguato per i partecipanti itineranti delle corse a tappe. 

Il Puerto de Torremiro, una salita di seconda categoria, seleziona una ventina di corridori; Denis Menchov fa sua la tappa con traguardo sulla rampa di Morella con tutti i migliori comunque racchiusi in pochi secondi. 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 

- 10 Settembre, 2004 - 

La cronometro di domani chiarirà il panorama dei pretendenti alla vittoria finale della Vuelta 2004, con sensibili aggiustamenti in una classifica generale finora piuttosto ermetica. 
40 km pianeggianti, probabilmente ostacolati dal vento, produrranno 
distacchi notevoli, premiando gli specialisti e gli uomini più in forma. 

L' approccio ad una prova così impegnativa sarà come sempre determinante. 

L' alimentazione di stasera e domani dovrà essere calibrata in modo da non essere troppo abbondante, per non appesantire e "ingolfare" i corridori, e al tempo stesso ricca in carboidrati (almeno 400g nelle 24 ore che precedono la gara) in modo da saturare i depositi di glicogeno muscolare ed epatico, glicogeno che sarà il combustibile di elezione per la crono. 

Il preriscaldamento di domani mattina (1h-1h30') sarà di intensità moderata, per non intaccare le riserve di glicogeno accumulate nella notte. 
I corridori più predisposti all' utilizzo di lunghi rapporti e cadenze di 
pedalata più basse (probabilmente a causa della prevalenza di fibre 
bianche nei loro muscoli) potranno inserire 3-4 tratti di qualche minuto a 
50-60 RPM, con intensità Media, al fine di evocare tensioni muscolari elevate, "risvegliando" le loro unità motrici. 
I corridori più agili, a prevalenza di fibre muscolari rosse, preferiranno invece pedalare ad alta cadenza, per meglio attivare i loro automatismi 
neuro-muscolari. 

Il pasto pregara, consumato almeno 3 ore prima della partenza, dovrà essere leggero: 400-600 Kcal in tutto, a prevalenza di carboidrati (pasta, riso, patate). 

Il riscaldamento vero e proprio comincerà 1h-1h20' prima dello start: 
30-40' ad andatura moderata, seguiti da 2 progressioni di 4-6' fino a 
raggiungere la intensità di Soglia, con recupero di 3-4' tra una e l' altra. 
Se la frequenza cardiaca sale agevolmente durante la progressione, l' atleta è pronto; se invece il battito cardiaco stenta a raggiungere il range di Soglia, è bene aggiungere un altra prova di 4-6’, sempre in progressione. 
In ogni caso l' ultima deve precedere lo start della crono di almeno 12-15', nel corso dei quali l' intensità dello sforzo dovrà essere blanda, giusto per tenersi in movimento. 
Fondamentale mantenere una buona idratazione nelle fasi di riscaldamento. 

Personalmente preferisco che il riscaldamento sia fatto pedalando su strada, in pianura e/o in salita; il rullo va bene negli ultimi minuti in attesa del via. 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 

- 11 Settembre, 2004 - 

Come previsto la crono di oggi ha proposto qualche sorpresa e distacco importante. 

Tyler Hamilton ha fatto sua la tappa, a quasi 51 km/ora, con un’ ottima 
distribuzione dello sforzo e cadenza di pedalata ideale (98-102 rpm). 
Floyd Landis, pur autore di una eccellente performance, ha pagato 
leggermente nel finale un avvio forse troppo esuberante e una cadenza di pedalata molto bassa (85-88rpm). 

Manuel Beltran è stato il migliore degli "scalatori" e autore di una prova 
maiuscola (ha ceduto meno di 1"/km), con cadenze di pedalata tra 95 e 
100rpm. 
Ottime anche le prove di Mancebo, Sastre ed Heras. 

Il profilo della tappa di domani incombe sulla fatica dei corridori: 162 Km molto nervosi con la scalata finale dell' Alto de Aitana. 

Siamo solo all' inizio della seconda settimana di corsa. Determinanti 
saranno nei prossimi giorni le capacità di recupero dalla fatica fisica e nervosa: la crono di oggi carica di motivazioni ma anche di responsabilità i migliori della classifica.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- 12 Settembre 2004 -

Bravo Leonardo Piepoli che finalmente vince una tappa in un Grande Giro. 

Bravo Roberto Heras che guadagna secondi su tutti i suoi avversari di 
classifica. 
Ma forse il più forte di tutti sulla salita di Aitana è stato oggi Isidro Nozal. 

Il corridore della Liberty Seguros ha fatto selezione con una lunga progressione nel gruppetto dei migliori, spianando la strada all' attacco di Heras nel finale, e nonostante il grande lavoro ha tagliato il traguardo in terza posizione, a soli 6" dal suo capitano. 

Il vento contrario ha condizionato la VAM della salita, inferiore ai 1600 m/h, e al tempo stesso ha favorito i corridori che pedalavano in scia, limitando in qualche misura i distacchi. 

Mi è piaciuta la prestazione di Mancebo, gran lottatore sempre presente nelle classifiche dei grandi Giri, che ha recuperato terreno nel finale della scalata.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 13 Settembre 2004 - 

13'10" il tempo impiegato da Luque Ferrio per scalare i 460 m di dislivello al 10.6% di pendenza media dell Alto de Xorret del Catì, con una VAM =2096 m/ora. 

Poco lontano hanno scollinato Valverde, Heras e Piepoli con 2070 m/h. 

Più distaccati gli altri: Sastre e Nozal 1995 m/h, Mancebo 1971 m/h e Landis 1948 m/h. 

Prestazioni eccellenti, ma non sorprendenti se consideriamo la durata relativa dello sforzo e la grande pendenza della salita: entrambi questi fattori consentono VAM molto più elevate rispetto a salite più lunghe e meno ripide. 

Una salita con tali caratteristiche favorisce gli scalatori di piccola taglia e dotati di notevoli capacità anaerobiche, mentre penalizza i corridori più pesanti e meno dotati di qualità esplosive.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 14 Settembre, 2004 - 

Vittoria di tappa, 160 km di fuga solitaria, perfetta la posizione in bicicletta, ideale la cadenza di pedalata (95-100 rpm): finalmente David Zabrieskie ha mostrato il suo talento in una grande corsa a tappe. 
E finalmente una prestazione di "endurance assoluta" , alla quale ultimamente si assiste sempre più di rado. 

Uno sforzo continuo di 4 ore, senza pause di recupero a ruota di compagni o avversari, pone innanzitutto il problema della distribuzione della intensità dello sforzo: l' atleta deve saper individuare quella ideale, che non faccia consumare troppo e al tempo stesso sia la più performante possibile. 
Si può azzardare che una potenza media inferiore del 12-15% a quella di soglia sia quella giusta, purchè il ciclista abbia allenato a sufficienza le qualità di resistenza: solo così si evita di esaurire precocemente le riserve di glicogeno e si può mantenere un buon ritmo fino al traguardo. 

Ma oltre a questo occorre considerare il comportamento del gruppo che 
insegue: è utile far intendere di essere meno forti di quanto in realtà, 
risparmiando qualcosa nelle fasi centrali della fuga, per poi riaccelerare 
nel finale di tappa, quando il plotone inizia la caccia. 

Alimentazione ed idratazione diventano cruciali: il consumo calorico raggiunge le 1000 Kcal/ora, almeno la metà delle quali va reintegrato in corsa con l' assunzione di 80-100g di carboidrati ogni ora. 
A questi vanno aggiunti 600-1000ml di bevande isotoniche, soprattutto se la 
temperatura è elevata. 

Visto in TV, dopo l' arrivo Zabrieskie appariva provato e disidratato; utile 
in questi casi controllare il peso corporeo: ogni kg perso nello sforzo va reintegrato con 1.5L di fluidi. 

Il giorno di riposo di domani dovrebbe essere sufficiente per recuperare.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 18 Settembre 2004 - 

Veramente notevole il "numero" di Santi Perez sulla salita Alto de Monachil: ha staccato di 30" il gruppetto dei migliori negli ultimi 5 km di salita (1878m/h la sua VAM!), e ha tagliato il traguardo dopo 20 km tra discesa e pianura, con 46" di vantaggio, nonostante dietro abbiano inseguito a fondo. 
Valverde voleva vincere la tappa , ma contro Perez oggi non c'era nulla da fare. Anche in pianura questo corridore di 27 anni ha mostrato una pedalata estremamente efficace e una posizione impeccabile. 

La crono di domani, dopo un tratto iniziale pianeggiante, ripercorrerà la salita di oggi, per poi continuare con altri 15 infiniti km meno ripidi, ma esposti al vento, fino al traguardo di Sierra Nevada. 
Prova durissima che proporrà qualche sorpresa.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 19 Settembre 2004 -

Analizzando i tempi parziali della ottima performance di Santi Perez nella cronoscalata di oggi si ricavano dati interessanti. 

Il corridore della Phonak ha impiegato circa 9'30" a percorrere i primi 6.7 km in leggera salita al 2% di pendenza, mentre sulla successiva scalata di Alto de Monachil, fino al punto di cronometraggio del km 13.0, ha impiegato 20'30", per un dislivello di 610m. 

Dunque la sua VAM in questo tratto è stata di 1785m/h, nettamente inferiore alla sua prestazione di ieri (1878m/h) sulla stessa salita, al termine di una tappa di 167 km. 

Questo può sembrare sorprendente, ma così non è , basti pensare alle performance di Lance Armstrong sull' Alpe d' Huez o sul M. Ventoux, che sono risultate migliori al termine di lunghe tappe che nel corso di gare a cronometro . 

Oltre a possibili fattori ambientali (vento, temperatura), occorre ricordare che in una corsa in linea una parte della salita si affronta in scia di altri corridori, con un risparmio di 15-30 watt, a seconda della velocità. 
Altro fattore che potrebbe giocare un ruolo è il peso del corridore, che nel finale di una tappa di oltre 4 ore è ridotto di 1-2 kg rispetto ad una prova a cronometro. 
2 kg corrispondono grossomodo al 3% della performance in salita: su una VAM di 1800 m/h fa una differenza di oltre 50 m/h. 

In una crono di oltre 1 ora come quella di oggi, la lunghezza della prova ha consigliato prudenza nella distribuzione dello sforzo, con un approccio diverso delle dure rampe dell' Alto de Monachil, in considerazione anche dei 2100m di altitudine del traguardo di Sierra Nevada.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 23 Settembre, 2004 - 

Ancora emozioni e sorprese alla Vuelta 2004. 

In una giornata calda (30-32°), un percorso assai duro ed ecco che la selezione è netta e spietata nell' ultima settimana di corsa. 

Su tutte le salite la Liberty Seguros ha imposto un ritmo veloce che ha messo in difficoltà non pochi corridori fin dalla prima asperità. 
Dopo due colli di 1° categoria la salita successiva, classificata di 3° categoria, ha costretto alla "resa" corridori di valore, tra cui Damiano Cunego, vincitore del Giro d' Italia. 

Sulla scalata finale verso Covatilla il più forte ancora una volta è stato Santiago Perez, che scala gli ultimi 12 km di salita in 29'04" (VAM=1717 m/h) . Gli ultimi 8 km , più ripidi (8%), in 21'30", con una VAM corrispondente a 1800m/h. 
Prestazioni notevoli, specie se consideriamo l' altitudine e il vento, che sembrava piuttosto forte. 

Heras ha ceduto 31" in meno di 2km: la sua è sembrata una crisi di fame, visto che fino a quel momento aveva contribuito con cambi regolari all' azione di Perez. 

Quel "mastino" di Mancebo cede qualche secondo a Roberto, mentre Valverde paga tributo agli sforzi dei giorni scorsi, alla caduta e forse al caldo. 

Quattro corridori racchiusi in 2' possono ancora aspirare alla vittoria finale: è la Vuelta delle sorprese, e la più grande potrebbe arrivare proprio a Madrid. 

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 25 Settembre, 2004 - 

Strepitoso Santiago Perez che sui 6.5 km finali del Puerto de Novaserrada divora i 560 m di dislivello con una VAM = 2067 m/h! 

È vero che per metà salita è rimasto a ruota di altri corridori e che lo sforzo è stato relativamente breve, ma la prestazione è veramente HORS CATEGORIE. 

Roberto Heras ha cercato di rimanere aggrappato alla sua ruota finchè ha potuto, per poi cedere di schianto: 30" negli ultimi 1500 metri di salita. 

Netta dunque la differenza di potenza espressa dai due rivali: Roberto è stato costretto a mollare la presa nonostante Perez salisse a 24 km/h, e a questa velocità pedalare in scia consente un risparmio di circa 30-40 watts. 

La crono di domani sarà decisiva per la vittoria finale: la logica e la cronaca delle ultime tappe farebbero pendere il pronostico dalla parte di Perez, ma l' esperienza e la grinta di Heras rendono la sfida molto incerta.

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

- 26 Settembre, 2004 - 

La classe di Roberto Heras è stata risolutiva oggi nella tappa a cronometro finale di Madrid. 
Roberto ha messo in mostra una buona posizione in bicicletta e una cadenza di pedalata ideale (100-110 RPM); la sua grinta ha fatto il resto. 

Il suo rivale Santi Perez ha vinto oggi, grazie ad una condizione di forma strepitosa, ma a mio parere deve migliorare ancora la sua posizione in bici (l' appoggio dei gomiti sul manubrio è un po' troppo largo) e alzare la cadenza di pedalata, oggi tra le 85 e 95 RPM. 

I primi 4 della cronometro, racchiusi in 13", sono tutti "scalatori", a conferma che dopo 21 tappe la freschezza e la condizione fisica hanno la meglio su caratteristiche tecniche e specializzazione.

28 Set 2004