Vuelta a Espana 2003 - Diario

09 Ott 2003

- 6 Settembre 2003 - 


La cronosquadre, specialità complessa ed affascinante. 
Numerose sono le variabili in gioco: solo se assemblate in maniera perfetta consentono il successo. 
Ovviamente la qualità e predisposizione atletica dei singoli corridori è importante, ma da sola non basta. 

A 54 km/h, in assenza di vento, un corridore di grande taglia (1.90 m x 80 kg) al comando della fila deve spingere 540 watts, mentre ad un ciclista di taglia media (1.75 m x 65 kg) sono sufficienti 420 watts. 

Questi stessi corridori quando pedalano a ruota di un compagno di taglia simile risparmiano il 25-30% di potenza: 400 watts e 310 watts rispettivamente. 
Se la squadra è omogenea e utilizza la fila unica, ogni corridore si troverà al comando per un tempo X e rimarrà a ruota per un tempo 7-8 volte più lungo. 
Non è opportuno prolungare oltre i 20-25 secondi il tempo in testa alla fila, al fine di evitare accumuli eccessivi di acido lattico. 

Occorre esperienza ed affiatamento per effettuare una buona cronosquadre, e non a caso sono quasi sempre le stesse squadre che primeggiano in questa specialità. 

Una partenza forse troppo prudente oggi quella della U.S. Postal, che dopo 3,6 km di corsa in leggera salita già perdeva 16 secondi dalla Once-Eroski, la quale non ha esitato a sacrificare 2 uomini, staccati in salita, pur di rendere al meglio in quel tratto. 

Gli uomini della Once ben sanno infatti quanto sia difficile recuperare 10-13 secondi a queste velocità, in una cronosquadre di “soli” 28 km, su un percorso tortuoso nel finale.

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- 8 Settembre 2003 - 

Un altro giorno di pioggia alla Vuelta. 

Dopo la cronosquadre del primo giorno e la grande andatura imposta dei corridori nelle prime due tappe, sicuramente il mal di gambe si farà sentire nei prossimi giorni. 
Ieri la Once e la Kelme hanno stirato il gruppo in pianura con prolungate tirate a 60 km/h (ho cronometrato 13 km in 13’!) e oggi una partenza in salita con una prima ora a pancia a terra e una media finale di 45.2 km/h. 
La pioggia e il freddo induriscono la muscolatura, il corridore tende a ad usare rapporti più lunghi con cadenze più basse, sollecitando maggiormente i tendini, con conseguente rischio di tendiniti. 
Il freddo aumenta il dispendio energetico, per cui occorre mangiare di più in corsa, specie nella prima parte della tappa, aumentando la quota di grassi rispetto al solito.

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- 10 Settembre 2003 - 

Dieci tappe oltre i 190 km al Tour de France, nessuna in questa edizione della Vuelta. 
È una differenza importante tra le due corse a tappe che, anche per questa ragione, seleziona e premia corridori con caratteristiche e allenamento differente. 

Il Tour richiede corridori molto resistenti, la Vuelta premia atleti più brillanti ed esplosivi. 
Le tappe più corte regalano 2 ore di recupero in più ogni giorno e raramente svuotano completamente il corridore e le sue riserve di glicogeno, consentendo medie molto alte e accelerazioni più brutali durante la corsa. 
Alla Vuelta le tappe partono tardi, tra le 13 e le 14, e ciò permette di immagazzinare nei muscoli buona parte dei carboidrati assunti a colazione. 

Non è sorprendente che Alessandro Petacchi, così esplosivo e incontenibile nelle volate, soffra tanto appena la strada sale su una collina, pur essendo un corridore che in passato si difendeva bene anche in salita. 

Il grande progresso di Petacchi negli sprint si è potuto manifestare proprio grazie al contemporaneo peggioramento del passo in salita. 
Con allenamenti specifici ha saputo trasformare parte delle sue fibre muscolari intermedie in fibre veloci, migliorando in volata a scapito della potenza aerobica.

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- 11 settembre 2003 - 

E' solo apparentemente bassa la velocità media della cronometro di oggi. 

Peraltro disturbato da un forte vento, il percorso era vallonato, con tratti in leggera salita e altri in leggera discesa; partenza e arrivo erano vicine, alla stessa altitudine. 

Anche se la strada era larga e rettilinea, in discesa non si recupera mai il tempo che si perde in salita. 

Se per esempio nei tratti in salita il corridore tiene una velocità media di 36 km/ora e nei tratti in discesa una velocità media di 64 km/h, la sua media finale non sarà di 50km/h, come si sarebbe portati a pensare (36 + 64 = 100; 100:2 = 50), ma sarà solo 46 km/h. 
Infatti ogni km percorso a 36 km/h richiede 1'40", mentre a 64 km/h occorrono 56" : ogni 2 km sono 156", cioè 78"/km, pari appunto a 46 km/h. 

Dunque superlativa è stata la performance di ISIDRO NOZAL, giovane promessa del ciclismo iberico, che ha trionfato alla media di 49 km/h, specie se si considera il forte vento che ha ulteriormente rallentato i corridori.

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- 13 Settembre 2003 - 

Tattiche ingarbugliate nella 7° tappa della Vuelta 2003. 

In casa ONCE apparentemente Igor Gonzales de Galdeano è stato scelto come leader per la classifica, visto che, dopo l' attacco di Heras sul Col d' Aubisque, la maglia oro Isidro Nozal ha guidato praticamente da solo l'inseguimento negli ultimi 60 km di corsa con Gonzales de Galdeano a ruota. 
E ancora una volta eccezionale è stato il rendimento di questo giovane corridore che in cima all' Aubisque ha limitato a 1'15" il ritardo dal gruppetto di Heras, svantaggio che ha saputo poi annullare nella successiva discesa e soprattutto nei falsopiani che precedevano la salita finale di Cauterets, dove ovviamente ha ceduto senza tuttavia crollare e conservando la maglia di leader della classifica. 

In casa US POSTAL Roberto Heras ha confermato di essere l' uomo più forte in montagna. Il suo attacco di ieri è stato deciso e coraggioso, selezionando un gruppetto con gli uomini più brillanti in salita, ma il suo ritmo era così elevato che solo Perez (molto brillante e potente) era in grado di dargli un aiuto. Il vento e le pendenze non proibitive delle salite hanno ostacolato il suo tentativo, facendogli spendere tesori di energie che gli avrebbero fatto comodo sulla rampa finale. 

Così Beltran, suo luogotenente reduce da una eccellente cronometro, che ha corso sulle ruote della Once, nel finale si è avvantaggiato sul suo capitano ed ha conquistato il 2° posto in classifica generale. 

In casa FASSA BORTOLO Dario Frigo, dopo una corsa molto accorta, con uno scatto nell' ultimo km ha guadagnato secondi preziosi sui rivali di classifica e sul suo compagno di squadra Aitor Gonzales, vincitore della 
Vuelta 2002. 

E oggi nella 8° tappa proprio Aitor ha ripetutamente messo in fila, in salita, il gruppo degli aspiranti al successo finale. 
Fino ad oggi dunque grande equilibrio ed incertezza, forse anche a causa di tappe con salite con pendenze non impossibili e separate da lunghi tratti di falsopiano che facilitano i recuperi.

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- 18 Settembre 2003 - 

Rettilinei infiniti spazzati dal vento hanno reso appassionante il finale della 12° tappa da Cuenca ad Albacete. 
Già ieri, favorito dal meteo e dall’ altitudine (tutta la corsa si era svolta a circa 1000 metri di quota, dove la densità dell’ aria è ridotta di circa il 5%), il gruppo si era spezzato in più tronconi, volando la tappa a 50 km/h di media. 
A farne le spese erano stati soprattutto Beltran, Scarponi e Perez, che hanno lasciato sul terreno oltre un minuto. 

Oggi la US Postal, a circa 50 km dall’ arrivo ha dato il via alla “danza dei ventagli”, percorsa a pancia a terra per quasi un’ ora. 
Dietro sono rimasti dietro i due capitani della Fassa Bortolo, Frigo e Gonzales, assieme a Valverde, giovane promettente della Kelme e 7° in classifica generale. 

È stata una lotta allo spasimo, sul filo dei secondi, tra il gruppo degli attaccanti e gli inseguitori, che sicuramente avrà lasciato un ricordo presente nelle gambe dei corridori nella crono di domani. 

Sorride Petacchi alla terza vittoria in questa Vuelta 2003, un po’ meno Frigo e Gonzales che pagano oltre un minuto in classifica. 
Paradossalmente hanno fatto più distacco tra i leaders queste due tappe di pianura che non gli oltre 12000 metri di dislivello delle precedenti tappe di montagna. 

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- 19 settembre 2003 - 

Isidro Nozal si conferma come il più forte a cronometro e mette una seria ipoteca sulla Vuelta. 

Perfetto nella posizione aerodinamica e nella cadenza di pedalata (100-105 RPM), mi ricorda il miglior Olano, già vincitore di una Vuelta e due volte sul podio al Giro d’ Italia. 

Roberto Heras ha disputato forse la miglior crono della sua carriera, limitando il distacco a 1’45”, perdendo circa 2” al km. 
Heras, pur con oltre 5’ di ritardo in classifica, è l’ avversario più pericoloso per Nozal, e cercherà di portarlo “fuori giri” in salita, approfittando della poca esperienza del giovane della ONCE. 

Tutta la US Postal, che sembra in crescendo di condizione, dovrà rendere la corsa dura in salita abbastanza lontano dal traguardo, anche se le tappe rimaste non sembrano le più adatte allo scopo. 

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- 21 Settembre 2003 - 

22'30" ha impiegato HERAS, in compagnia di CARDENAS, a scalare il GPM di 
Sierra de la Pandera, 680m di dislivello in 7.3 km di salita, con una VAM di 
1813m/h. 
Molto bene si è difeso NOZAL, che ha impiegato 23'42", con 1721 m/h di VAM. 
Roberto è dunque salito più veloce di Isidro del 5.3%, mentre la differenza 
di potenza espressa tra i due nella crono di venerdì era stata di circa il 
5% a favore di quest' ultimo. 

Il tempo di Heras sul GPM di Pandera oggi è risultato superiore di 50" 
rispetto allo scorso anno, confermando l' impressione manifestata finora 
dallo scalatore della US POSTAL, di essere migliorato a cronometro, ma meno 
performante in salita. 

Probabilmente si è trattato di una scelta deliberata, visto che il percorso 
della Vuelta 2003 favorisce i cronomen.

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- 23 Settembre 2003 - 

Come previsto, la salita di Sierra Nevada non ha cambiato granchè la classifica generale della Vuelta. 
Il gruppo dei migliori ha percorso i 30 km di salita (1800m di dislivello, pendenza media del 6%) in 1h 08' alla media di 26.4 km/h. 

A questa velocità pedalare in scia di un altro corridore consente un risparmio di circa 50 watt, che corrisponde al 15 % della potenza media espressa dai corridori in salita. Il risparmio è ancora maggiore se il vento è contrario o se si pedala protetti da un gruppetto di corridori. 
Questo divario di intensità è veramente notevole, e corrisponde alla differenza che c'è tra un ritmo di Soglia e un ritmo Medio.

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-26 Settembre 2003 - 

La salita della crono-scalata di domani, Alto de Abantos, e il gpm di Navacerrada affrontato oggi nel finale della 19° tappa della Vuelta hanno lo stesso dislivello (600m) e la stessa pendenza media (circa il 6%). 

Sulla salita di oggi, Nozal ha ceduto ad Heras 1'26"; domani in teoria il divario tra i due dovrebbe confermare questo risultato. Potrebbe finire così, ma la teoria spesso è distante dalla pratica. 
Molto diverso è infatti misurarsi in un cronoscalata di 20-25 minuti o in un finale di tappa dopo 3 settimane di corsa tiratissima, con le energie ormai al lumicino. 

Molto dipenderà poi da come i due avversari riusciranno a recuperare l' estremo sforzo di oggi e da come affronteranno la tensione pre-gara. 

Un eccessivo nervosismo o preoccupazione possono infatti consumare tesori di energie non solo nervose ma anche metaboliche: è come se un' automobile avesse il "minimo" alto e dovesse stare accesa per 20 ore con il rischio di partire con il serbatoio in riserva.

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- 27 Settembre 2003 - 

Heras artiglia la sua seconda Vuelta espana grazie ad una superba prova a cronometro, scalando I 600 m di dislivello in 22'28" (al suo tempo di gara ho tolto I 2'40" impiegati a percorrere I 2km pianeggianti del percorso). La sua VAM è stata di 1600 m/h, eccellente se si considera la pendenza non proibitiva. 

Nozal, suo degnissimo rivale, è crollato credo più sotto il peso della responsabilità che della fatica accumulata in 3 settimane di corsa. 

Oggi in Italia l' 86° Giro dell' Emilia prevedeva nel finale 4 scalate al coelle di S.Luca, 220m di dislivello in 2km di ascesa (11% di pendenza media). 

Il gruppetto dei migliori ha percorso le prime 3 ascese, con tempi di 6'08" (VAM 2152), 6'12" (VAM 2129), 6'15" (VAM 2112) volando l' ultima in 5'55" (vAM 2230). Questa perfromance migliora nettamente il tempo di Ullrich, vincitore 2 anni fa: 6'10" in uno splendido testa a testa con Casagrande e Rebellin. 

Il confronto tra queste VAM è quelle della Vuelta è improponibile, ma lascia intravedere quanto sia diversa l' intensità di corsa di una classica da quella delle grandi corse a tappe.