VO2max: Utile?

12 Nov 2004

La prima volta che misurai il VO2max avevo 18 anni: mi attaccarono ad un tubo con una maschera che copriva naso e bocca allacciata da dietro la nuca e mi fecero correre su un tapis roulant, incrementando velocità ed inclinazione ogni 3 minuti, finchè mi fermarono quando ritennero che avessi raggiunto il mio massimo. 

Il risultato del mio massimo consumo di ossigeno fu di 4.528 L/min, pari a 72.8 ml/kg/min (il mio peso era di 62.2kg). 

Mi dissero che era un ottimo risultato, ma le mie impressioni di allora furono che correre in quel test fosse molto diverso dal correre in pista o su strada. 

Proprio il gesto della corsa sul tappeto che gira è differente, e in ogni caso richiede molto addestramento per utilizzare al 100% la muscolatura come nel gesto naturale. 
La maschera (o il boccaglio) è sempre fastidiosa e aumenta la resistenza al flusso respiratorio, stressando non poco i muscoli della respirazione. 
Non sempre poi la tenuta della maschera è perfettamente ermetica, e in ogni caso impaccia i movimenti e irrigidisce i muscoli del collo e delle spalle. 

Nel corso degli anni ho ripetuto più volte la misurazione del VO2max, ottenendo risultati spesso molto diversi tra loro, discordanze legate a protocolli di sforzo differenti, ma soprattutto a strumenti di misurazione di diversa concezione e precisione. 

Quanto è utile all' atleta misurare il VO2max? 

Certamente questo test fornisce una valutazione della massima potenza del motore aerobico del soggetto, ma non sempre questo valore è determinante nel risultato agonistico. 

Derek Clayton, primatista mondiale della maratona sul finire degli anni 60, aveva un VO2max inferiore al mio, 69 ml/kg/min, ma correva la maratona in 2h09', circa 20' più veloce del mio record. 

Questo perchè riusciva a correre ad una intensità pari al 90-92% del suo VO2max senza accumulare quantità significative di acido lattico: meno di 2.5 mM/L! 
Alla stessa % del mio VO2max la mia concentrazione di lattato superava le 8 mM/L. 

Nel ciclismo la misurazione del VO2max ha lo stesso significato che nella corsa: è utile e indicativo delle potenzialità dell' atleta, ma la sua correlazione con i risultati agonistici non è così stretta. 
Lance Armstrong per esempio ha misurato un VO2max di 82 ml/kg/min, che è un ottimo valore, ma comune a tanti altri atleti professionisti, che però hanno ottenuto risultati assai inferiori. 

Forse Lance ha effettuato il test non al massimo della forma, o non è riuscito ad impegnarsi al 100%: di sicuro anche a lui la maschera o il boccaglio danno fastidio, ma soprattutto pedalare su un cicloergometro o un rullo è molto diverso dal pedalare su strada.