Cospirazione USADA?

16 Ott 2012

Finalmente sono venuto a conoscenza delle testimonianze che hanno determinato il mio “lifeban” da parte della USADA del 10 luglio 2012, a seguito del procedimento aperto il 12 giugno 2012. 
Premesso che io non ho MAI ricevuto alcuna comunicazione dall’ USADA di un procedimento aperto nei miei confronti, sottolineo che: 

1 : le dichiarazioni giurate “affidavit” dei testimoni USADA sono datate tutte tra il 21 sett e il 9 ott 2012, ben DOPO la comunicazione del 12 giugno e lo stesso lifeban del 10 luglio. 

2 : gli affidavit che mi accusano direttamente di doping all’ interno della “cospirazione Armstrong” sono quelli di 6 ciclisti: Landis, Hamilton, VandeVelde, Hincapie, Leipheimer e Danielson. 

3 : la USADA allega alla sua “Reasoned Decision” le testimonianze di Simeoni che originano dai processi di Bologna (conclusi nel 2006 con la mia assoluzione) e di Bileka e Bertagnolli che riguardano una indagine non ancora conclusa e i cui atti sono coperti da segreto istruttorio, secondo la Legge Italiana. 
In ogni caso queste testimonianze nulla hanno a che vedere con la “cospirazione Armstrong”. 

4 : le false accuse che mi rivolgono i 6 ciclisti del punto 2 sono TUTTE basate su testimonianze “visive“ dei singoli 6 testimoni che raccontano di episodi che hanno visto protagonisti esclusivamente me (“il Dott Ferrari”) e il “testimone” stesso. 
Non evocano MAI la presenza di una altro testimone, sia esso compreso tra i 6 di cui sopra, o altre persone che possano confermare la veridicità delle loro affermazioni. 
Fa eccezione la dichiarazione di Landis a pag 7 del suo affidavit quando afferma: 
“George Hincapie also had blood drawn by Dr. Ferrari in my presence”. 
Peccato però che Hincapie, nel suo affidavit, non faccia alcun riferimento a questa grave accusa. 

5 : a sostegno di queste accuse nei miei confronti, il voluminoso “Dossier USADA” non contiene NESSUNA prova oggettiva di pratiche o condotte collegate al doping nelle squadre in cui ha militato Armstrong. 

6 : le accuse rivolte agli altri “cospiratori” (Armstrong, Bruyneel, Marti, Del Moral e Celaja) chiamano in causa come possibili testimoni altri 21 ciclisti (“rider”) e una ventina di altre persone (“other”), che apparentemente non sono stati ascoltati o non hanno confermato le accuse. 
Non sono un esperto di enigmistica, ma mi sono bastati 15 minuti per risalire con certezza ai nomi di gran parte di questi.  

7 : il “dossier USADA” sembra dare molta importanza al fatto che io abbia avuto “rapporti professionali” con Armstrong nel 2005. A sostegno di questa affermazione evoca due episodi: un test a Girona fatto a Danielson nella primavera 2005 (in compagnia del quale c’era Armstrong) e un training camp a Tenerife sempre nel 2005. 
Il test di Girona riguardava Danielson; non ricordo se ci fosse Armstrong, che comunque era un semplice compagno di strada. 
Il riferimento al training camp di Tenerife è scorretto: la squadra con Armstrong era alloggiata al mare, mentre io, con alcuni miei corridori, ero in cima al Teide in altitudine. Dunque si trattò di due training camp differenti e senza alcun collegamento tra loro. 
Non escludo che ci siamo incontrati (il suo gruppo e il mio) lungo le strade dell’ isola, ma nego di aver avuto rapporti professionali con Armstrong. 
Il dossier documenta pagamenti di Lance Armstrong a Health&Performance SA (società cui ho prestato opera come consulente) nel 2005 e 2006: si tratta di ritardati pagamenti relativi a anni antecedenti. 

8 : la “Reasoned Decision” USADA fa poi riferimento alla collaborazione Stefano Ferrari – Armstrong: Stefano, mio figlio, che gestisce il sito 53x12.com che offre consulenze di allenamento per atleti online, si occupava degli allenamenti di Lance Armstrong, sotto la mia supervisione, come per tutti i suoi clienti. 
Come dimostrato nell’ Exibit A di Jack Robertson, questa collaborazione consisteva esclusivamente in consigli su allenamenti, altezza della sella, posizione aerodinamica, 
sedi di allenamenti e programmi di gare: NULLA a che vedere con il doping. 

9 : non ho mai conosciuto Michael Barry, ma dalla sua testimonianza risulta chiaro il coinvolgimento comune di alcuni corridori (VandeVelde, Vaughters, Barry, Landis, Hincapie e altri) in uno scambio di prodotti dopanti, in appartamenti condivisi con accumuli sotto i letti di siringhe usate e di ampolle vuote. 
Si tratta di quei corridori statunitensi che vivevano a Girona e che evidentemente organizzavano e gestivano in proprio pratiche doping e traffico di sostanze (per loro stessa dichiarazione). Di tutto questo io non ho mai saputo nulla, nè esiste alcuna prova oggettiva di un mio coinvolgimento.