La Potenza Critica

Abbiamo detto (vedi articolo) come la soglia anaerobica (SA) sia importante per aggiustare le intensità dei ritmi di allenamento ai progressi delle prestazioni del ciclista. 

Abbiamo anche osservato come, per ciascun atleta, il valore di SA sia in relazione con la velocità di gara, specie in salita e a cronometro: la potenza sviluppata in competizione quando il ciclista va "a tutta" è la cosiddetta "POTENZA CRITICA". 

Questa è in relazione alla durata dello sforzo in cui è impegnato l' atleta: sarà più elevata per uno sforzo di pochi minuti, mentre per una durata di 30-40' sarà inferiore. 

Io sono solito misurare la potenza critica in allenamento simulando cronoscalate di 15'-30' o prove a cronometro di pari durata. 
La potenza critica può essere registrata anche in gara, direttamente con un misuratore di potenza, o indirettamente valutando la VAM in salita. 

La relazione tra SA e potenza critica varia da atleta ad atleta e dipende, a mio parere, dalle caratteristiche muscolari, oltre che dall' allenamento. 
Su una salita di 30' la maggior parte dei ciclisti riesce ad esprimere una potenza critica superiore di 10-30watt alla potenza di SA misurata a 4mM/l con un test incrementale. 

Ma un certo numero di atleti (Armstrong era uno di questi) manifesta una potenza critica leggermente inferiore alla SA a 4 mM/l, e questo indipendentemente dalle condizioni di forma. Probabilmente questi ciclisti hanno una elevatissima percentuale di fibre muscolari di tipo I, aerobiche, che non sono in grado di tollerare elevate concentrazioni di acido lattico al loro interno. 

Comunque per ciascun atleta esiste una stretta correlazione tra SA e POTENZA CRITICA: se migliora la SA cresce anche la potenza critica che l' atleta riesce ad esprimere. 
Questo comportamento è abbastanza costante per ogni ciclista, anche se influenzato dall' allenamento e dall' abitudine a compiere sforzi massimali. 

Di solito inizio a valutare la potenza critica dopo almeno 8-10 settimane di preparazione, quando il corpo è già adattato a certe intensità di allenamento. 
Quando la stagione agonistica entra nel vivo è utile, se non indispensabile, misurare la potenza critica 
(così come la SA) al termine di un allenamento prolungato di 4-5 ore, al fine di riproporre le condizioni di gara. 

E' la disponibilità residua di glicogeno muscolare ed epatico a determinare la capacità di esprimere una buona potenza critica nelle fasi cruciali della gara, che di solito sono quelle vicine all' arrivo. 

La disponibilità di glicogeno dipenderà ancora una volta da una SA abbastanza elevata che consenta di affrontare le prime asperità della competizione con un più efficiente consumo energetico: se sulle prime salite il ciclista è già vicino alla sua potenza critica, consumerà molto più glicogeno di chi sale con un impegno al di sotto della sua SA.

06 Giu 2007