Tour de France 2016

10 Lug 2016

Solo scaramucce sui Pirenei : nonostante il dominio assoluto della sua squadra, Chris Froome non è riuscito a fare la differenza in salita.

Solo con uno spettacolare attacco in discesa riesce a guadagnare una ventina di secondi sui rivali più pericolosi, Nairo Quintana su tutti.

Nel tappone di Andorra, dopo un attacco in partenza di Contador e Valverde, subito controllato facilmente dal Team Sky, il ritmo sulle salite è stato solo discreto con VAM attorno ai 1400-1500 m/h, complice anche il caldo torrido.

Sulla scalata finale ad Andorra (10 km al 7.2%) i numerosi scatti dei migliori determinano una VAM di 1630 m/h (6.03 w/kg), nonostante una forte grandinata che ha raffreddato le temperature corporee, ma gelato i muscoli delle gambe.

In generale finora il livello mostrato dai corridori in salita è stato solo discreto, con un agonismo frenato dalla prudenza: nessuno si è mosso lontano dal traguardo, aspettando sempre i km finali, favorendo così il gioco di Froome, comunque apparso sempre estremamente brillante. Quintana non ha mai messo fuori il naso dalla scia del capitano Sky,

forse in attesa di un calo del britannico nell‘ ultima settimana.

Solo alla 7° tappa c’è stato il primo corridore costretto al ritiro, indizio di un inizio TdF meno esigente del solito.

Alberto Contador è costretto ad abbandonare la corsa nella stessa tappa di Andorra, dopo aver testato le sue condizioni nella prima parte della  frazione stessa. Due cadute nelle prime tappe più un attacco febbrile costringono al ritiro uno dei protagonisti più attesi, che comunque nelle corse pre-TdF non aveva mostrato la forma migliore.