TdF 2013 - Parte III

22 Lug 2013

L’ impressione destata dalle accelerazioni di Chris Froome sulle rampe del Mont Ventoux è stata enorme tra i corridori e commentatori più o meno competenti e sereni nelle loro valutazioni.
Gli aggettivi, non sempre lusinghieri, si sono sprecati, ma solo poche volte sono, a mio parere, stati adeguati alla performance espressa.

Cominciamo dalla valutazione del tempo di scalata degli ultimi 15 km (1389m di dislivello al 9% ) della salita:

- Froome 2013 : 47’12” - VAM = 1765 m/h - 6.08w/kg = 401w
- Armstrong 2002 : 48’33” - VAM = 1718 m/h - 5.92w/kg = 438w
- Contador 2009 : 48’57” - VAM = 1702 m/h - 5.87w/kg = 364w

La salita è molto esposta ad un vento assai variabile e dunque il confronto tra prestazioni ottenute in anni differenti è sempre approssimativa, ma comunque possiamo azzardare che Froome abbia espresso una performance simile o di poco superiore a quelle di Armstrong e Contador e tutto sommato in linea con quelle sviluppate dai migliori atleti negli ultimi anni.

Quello che ha destato scalpore e sospetti è la cadenza di pedalata tenuta da Chris in salita.

A 400w la cadenza ideale in salita è tra 90 e 95 RPM: Froome, quando impegnato a fondo, pedala mediamente oltre le 100 RPM, con una cadenza più alta di quella di Lance, che pure sviluppava potenze medie superiori di circa 40 watt (cadenza ideale 95-100 RPM).

Ma ancora più meraviglia hanno sollevato le cadenze di pedalata di 120-130 RPM sostenute da Froome nelle tre brevi (15-20”) accelerazioni che hanno demolito gli avversari. 

Se si vuole accelerare violentemente in salita, anche in automobile, occorre scalare le marce ed aumentare il numero di “giri del motore”, per esprimere la massima potenza in un tempo rapido.
Vista la accelerazione e la velocità (quasi doppia degli avversari) sviluppate da Froome, stimo per quei 20” una potenza media di circa 700w, alla quale corrisponde una cadenza ideale di 125 RPM. Dunque la scelta di Chris è la migliore, se ti vuoi togliere avversari da ruota.
Naturalmente accelerazioni così violente e ripetute sono possibili solo se l’ atleta non è già in “debito di ossigeno”, cioè se nettamente superiore agli avversari già provati dal ritmo imposto da Porte e da Froome stesso.

Osservatori particolarmente scettici hanno osservato che simili cadenze di pedalata richiedono, a parità di watt, un consumo maggiore di ossigeno dovuto al costo del vorticoso “giro di gambe”. È un’ osservazione corretta, se si considera che Froome pedala a cadenze più elevate rispetto a quelle considerate ideali per la potenza espressa.

Fisico dalla morfologia “aliena”, magrissimo, con braccia e gambe lunghissime e sottili, Chris compensa questo maggior costo riducendo al massimo il peso delle estremità rotanti.
La evidente ipotrofia muscolare riduce le frizioni interne e il probabile calo di forza è compensato dall’ utilizzo di alte cadenze di pedalata, che richiedono, a parità di watt, un minor picco di forza ad ogni spinta sui pedali.
La assunzione (perfettamente lecita) di nitrati potrebbe ulteriormente ridurre il consumo di ossigeno (Acta Physiol 2007;191:59-66), migliorando la efficienza mitocondriale (Cell Metabolism 2011;13:149-159).

Anche il ritmico reclinare la testa di Froome, interpretato dai più come la continua necessità di scrutare il misuratore di potenza sul manubrio, potrebbe essere una tecnica di respirazione, già utilizzata dalla maratoneta inglese Paula Radcliffe, al fine di garantire una ottimale ventilazione polmonare.

Pochi giorni fa, a Montecarlo, un altro inglese, Mo Farah, specialista dei 5000 e 10000 metri, ha migliorato il record europeo dei 1500m, che resisteva da 16 anni (Cacho, 1997): 3’28”81, migliorando di oltre 5 secondi il suo primato personale.
Come Froome, Farah, oltre che per le sue straordinarie performance, si fa notare per la sua spettrale, insana magrezza.
Ottenuta come...? Solo con un regime alimentare particolarmente severo?
A questa domanda dovrebbero cercare di rispondere quelli che hanno a cuore la salute fisica e mentale degli atleti.