TdF 2013 - Parte I

La prestazione in salita di Froome salendo verso Ax-3-Domaines scatena i soliti schizofrenici commenti degli “esperti”, che pretendono di identificare i limiti delle prestazioni umane e di dividere i “Buoni dai Cattivi“.
Quegli stessi commentatori che hanno recentemente affermato che “le prestazioni in salita si sono ridotte del 20% (!) rispetto a 10 anni fa“ oggi sono costretti a rivedere i loro calcoli interessati.

Froome sugli 8 km all’ 8% di pendenza sale in 21’30”, 30” più veloce di Armstrong (2005) e 10” più veloce della coppia Contador – Andy Schleck (2010), con una VAM = 1786 m/h = 6.37w/kg.
Prestazione estrapolata, naturalmente, che non tiene conto delle scie e del vento, ma che appare in linea con i tempi ottenuti in allenamento da Froome e Porte sulla salita del Col de la Madone, una settimana prima della partenza del Tour: un tempo riferito “sotto i 31min”, con 6.6 w/kg.

La corsa è già finita, gli Sky sono i più forti, non c’è nulla da fare“ il coro dei commenti, Marc Madiot in testa.

Invece il mattino dopo c’è chi decide di spostare la sfida dalla Potenza alla Resistenza: i Garmin, sconfitti pesantemente il giorno prima, accendono i fuochi fin dalla partenza e già sulla prima salita TUTTI gli Sky (tranne Froome) vanno in crisi (avranno fatto troppo rullo prima dello start?...).
Scatti e contro-scatti si susseguono: la corsa brucia, come le gambe dei corridori: a 80 km dall’ arrivo, con Peyresourde, Val Louron e La Hourquette da scalare, Froome è irrimediabilmente solo, circondato da 6 Movistar e 5 Saxo, che incredibilmente non riescono ad approfittare della occasione più unica che rara per mettere al vento l’ inglese, finendo con il rincorrersi tra loro, con Froome a ruota.

I cinque colli (3500m totali di dislivello) di giornata vengono scalati tutti ben oltre i 5 w/kg, per un totale di circa 2h30min di sforzo M-S con un consumo orario di oltre 1200 Kcal, che solo i più resistenti hanno potuto mantenere. 

07 Lug 2013