TdF 2012 - Parte II

Veramente poche emozioni nella seconda parte della Grande Boucle: troppo netta la superiorità di Wiggins, Froome e del team Sky sugli avversari.

Non bastasse il percorso privo di un arrivo in salita veramente duro, anche il meteo non ha proposto un solo giorno di pioggia né la calura tipica di molte edizioni del TdF.
L’ unica volta che una discesa era in parte bagnata, la tappa è stata “neutralizzata” per i chiodi sulla strada.

Due ore di cronometro individuale contro sedici minuti di scalata a Beille Filles (8.5% di pendenza media) e i trenta minuti spesi salendo verso Peyragudes (9 + 3 km al 7.7%) hanno favorito la coppia britannica, che peraltro si è dimostrata la più forte anche in salita, non concedendo nulla ai rivali.
Alti e magrissimi sono il prototipo dei corridori di ultima generazione, tutti attorno ai 190 cm, molto performanti ma probabilmente fragili di fronte ai molti imprevisti che possono presentarsi in una corsa a tappe di tre settimane.
Nessun rivale, ma soprattutto nessuna squadra è riuscita nell’ intento di spostare la sfida sul piano della resistenza, con attacchi significativi lontani dall’ arrivo, complice anche lo strapotere del team Sky, che ha surclassato la concorrenza.

Tra i possibili competitori è clamorosamente mancato Evans, mentre i soli Nibali e Van den Broeck hanno tentato qualcosa in salita.

Nella crono conclusiva di 53.5 km, assumendo una uguale efficienza aerodinamica (che non è), Wiggins ha espresso il 4.1% più potenza di Froome, l’ 8.2% più del bravo Van Garderen, l’ 11.9% più di Nibali…

24 Lug 2012