TdF 2005 - Prima metà

Il serbatoio è più importante del motore, al Tour de France.

Soprattutto quest’ anno in cui il percorso è stato divorato a medie elevatissime, e in particolar modo per quei corridori costretti a pedalare nelle prime posizioni del gruppo per controllare la corsa ed evitare le cadute.

Ne sanno qualcosa i corridori della Discovery, che per assolvere il compito di tenere coperto e in buona posizione Lance Armstrong, hanno speso tesori di energie, trovandosi in difficoltà sulla salita finale dell’ 8° Tappa.

“Abbiamo peccato di presunzione”, ha ammesso lo stesso Lance, riconoscendo qualche errore nella gestione della corsa nella prima settimana.
Spendere troppo significa esaurire anzitempo il proprio sistema endocrino: sono gli ormoni infatti che consentono l’ utilizzo ottimale del combustibile e il pronto ripristino delle scorte tra un atappa e l’ altra.
E il recupero giorno dopo giorno è troppo importante in questa corsa: si può avere il motore più potente al mondo, ma se finisce il carburante non si va più avanti. 
Non si spiegano altrimenti i numerosi cedimenti sulle prime salite di corridori importanti, anche scalatori, considerati possibili protagonisti per la lotta di classifica.

Il ritmo di corsa esasperato ha ridotto la velocità sulle salite. 
La VAM a Courchevel è stata buona (1680 m/h) ma non eccezionale; il giorno dopo sulla Madeleine e sul Galibier inferiore ai 1450 m/h.
Nonostante ciò la selezione è stata netta ed ha premiato i corridori più resistenti, che meglio hanno saputo alimentarsi e che hanno svolto un’ adeguata preparazione sul fondo prima del Tour. 

15 Lug 2005