Primavera 2012

25 Apr 2012

Gianni Bugno per battere Boonen al GIRO DELLE FIANDRE avrebbe impostato un volata diversa da quella SUBITA da Pozzato (e probabilmente l’ avrebbe vinta).

 

Solo con uno SPRINT LUNGO in PROGRESSIONE, costringendo Tom ad uno sforzo prolungato “fianco a fianco” era possibile ottenere la vittoria, non certo cercando di uscire da ruota di un corridore più veloce scattato a meno di 200m dal traguardo.

 

Boonen infatti aveva mostrato di soffrire sugli ultimi due muri: già al terzo passaggio sull’ Oude Kwaremont, ma soprattutto sul Paterberg, a stento aveva tenuto le ruote di Ballan e Pozzato (entrambi più leggeri di lui).

La pedalata di Tom si era fatta meno fluida al confronto di quella dei due italiani, di Pozzato soprattutto.

Filippo, magro e concentrato, dopo la sfortunata uscita di scena di Cancellara, sembrava il più forte degli aspiranti alla vittoria con una perfetta posizione in sella ed una pedalata efficacissima sui muri in pavè.

Forse con una volata più coraggiosa avrebbe potuto fare sua una corsa che da tempo merita di figurare nel suo palmares.

 

Tom Boonen, dopo Gand-Wevelgem e Fiandre, conquista la sua quarta PARIGI-ROUBAIX con una fuga solitaria di oltre 50 km.

Cogliendo al volo l’ incredibile opportunità offertagli dai tatticismi ciclistici di Pozzato e Ballan (gli unici che forse potevano resistere alla sua ruota), Tom ha divorato gli ultimi 50 km avversati da un forte vento a 42.5 km/h.

In una corsa tutta in pianura la sua straordinaria potenza aerobica (ricordo di un suo VO2max di 6.6 l/min all’ età di 20 anni) gli consente di essere nettamente superiore ai suoi avversari, con la sola eccezione di Cancellara...

 

Una perfetta gestione dello sforzo lattacido per Enrico Gasparotto sul Cauberg, che gli consente di conquistare una meritata vittoria all’ AMSTEL GOLD RACE, mentre Joaquim Rodriguez si aggiudica nettamente la FRECCIA VALLONA, percorrendo l’ ultimo kilometro in 2’ 56”, lontano dal record di Gilbert (2’40” nel 2011) e dalla sua stessa prestazione dell’ anno scorso (2’43”).

 

La LIEGI -BASTOGNE-LIEGI ricorda a tutti quanto sia importante la gestione del SERBATOIO in una corsa tanto lunga e dura, che la pioggia e il freddo hanno reso ancora più dispendiosa. 

Ne sa qualcosa il coraggioso Vincenzo Nibali, autore di un bell’ attacco sulla seconda parte della salita Roche aux Fauchons, a 18 km dall’ arrivo, che gli ha consentito di accumulare nella successiva discesa e pianura un vantaggio di circa 40” a 10km dall’ arrivo.

Dietro di lui, sulla successiva salita di Saint-Nicolas, inseguivano a circa 30” Rodriguez e Iglinskiy. Pochi secondi  più dietro una decina di corridori, tra cui Gilbert, Gasparotto, Voeckler, Vanendert.

Nel giro di poche centinaia di metri Rodriguez e Gilbert finivano la benzina, mentre al comando anche Nibali mostrava segni di esaurimento del carburante.

Se ne accorgeva Maxim Iglinskiy che, proseguendo ad un buon ritmo, guadagnava terreno, scollinando a 10” da Vincenzo.

A soli 1200m dal traguardo Nibali, pur cercando di resistere, è costretto a mollare, cedendo nettamente (16” all’ arrivo): quando si esaurisce il glicogeno muscolare la velocità infatti crolla drasticamente e irreversibilmente.