Corsa a Piedi per il Ciclista

Nel periodo invernale le condizioni climatiche spesso scoraggiano o 
impediscono le uscite in bici. 

Sedute in palestra o sui rulli fanno parte dei programmi di allenamento invernali di molti ciclisti; alcuni utilizzano la MBK, lo sci di fondo, il nuoto come attività complementari. 

La corsa a piedi è guardata con sospetto da molti ciclisti, ritenuta responsabilie di dolori alle gambe, di problemi tendinei ed articolari, di utilizzare muscoli antagonisti di quelli del ciclismo, ecc. 

La corsa a piedi comporta sia contrazioni muscolari concentriche (con le fibre che lavorano in accorciamento) nella fase di spinta, sia contrazioni muscolari eccentriche (le fibre lavorano in allungamento) nella fase di atterraggio, dall' impatto con il terreno fino all' inizio della fase di spinta. 
La componente eccentrica è accentuata nella corsa in discesa, mentre è ridotta nella corsa in salita. 

Il ciclismo prevede invece quasi esclusivamente lavoro muscolare di tipo 
concentrico; una modesta componente di lavoro eccentrico è presente pedalando fuori sella, specie negli scatti ed accelerazioni. 

La deambulazione umana (fa eccezione il nuoto, che richiede solo contrazioni concentriche) ed in generale quasi tutta l' attività muscolare presentano sia lavoro di tipo concentrico che eccentrico, che si alternano nella ciclicità del gesto. 

E' soprattutto la componente eccentrica quella che induce i più significativi incrementi di forza muscolare: nella esecuzione di ripetizioni alla pressa o nello squat è la "fase di ritorno" del movimento quella più efficace. 

Il ciclista che si limita esclusivamente a pedalare tende a perdere forza. 

Sono convinto che la corsa a piedi possa essere utile al ciclista nel periodo invernale, sia per mantenere una buona efficienza cardio-respiratoria, sia per migliorare la forza, sia per rimediare a squilibri muscolari provocati dalla pratica del ciclismo. 

Naturalmente occorre iniziare con gradualità (15-20 minuti, tre volte la settimana), privilegiando superfici morbide (erba o terra battuta) e percorsi pianeggianti o in leggera salita. 

Si può arrivare a correre 40-60 minuti, tre - quattro volte la settimana, in genere a ritmo uniforme o con qualche accelerazione. 
Gli atleti più pesanti dovranno essere particolarmente cauti nella scelta dei percorsi e nella progressione delle distanze.

31 Dic 2004