La Respirazione nel Ciclista

06 Set 2005

Negli atleti di alto livello la respirazione polmonare potrebbe essere un importante fattore limitante la performance. 

In condizioni di riposo la percentuale di saturazione dell' emoglobina (SaO2) è pari al 97-98%: questo significa che la quasi totalità delle molecole di Hb sono cariche di ossigeno. 
La SaO2 è facilmente misurabile con ossimetria percutanea al lobo dell' orecchio, con un piccolo apparecchio portatile. 

Durante sforzi di elevata intensità (alla soglia anaerobica o oltre) la saturazione dell' emoglobina si riduce fino a valori compresi tra l' 85% e il 92%. 
Questo fenomeno è particolarmente evidente negli atleti ben allenati, e potrebbe essere dovuto ai ridotti tempi di scambio gassoso alveolare a causa dell' alta velocità di flusso sanguigno propria degli atleti con alta portata circolatoria. 

In montagna, il calo della SaO2 è presente anche a riposo, a causa della ridotta pressione atmosferica che limita la diffusione dell' ossigeno dall' aria inspirata ai globuli rossi che transitano nel circolo polmonare; mentre sotto sforzo non è raro raggiungere valori attorno al 70% di saturazione dell' Hb, ad un' altitudine di 2000m. 

Si ritiene che una riduzione della SaO2 sotto sforzo al di sotto del 92-93% sia sufficiente a determinare un calo significativo del VO2max: in particolare ad ogni riduzione dell' 1% della SaO2 corrisponda un decremento dell' 1% del VO2max e dunque della prestazione (J.Appl.Physiol. 66:2491-2495,1989). 

La riduzione da sforzo della SaO2 in alcuni atleti è più marcata rispetto ad altri, con differenze anche molto grandi tra individuo e individuo. 
In un forte ciclista professionista ho verificato, a livello del mare, una SaO2 = 79% sotto sforzo massimale (al termine di una cronoscalata di 17' circa). 
Lance Armstrong non è mai sceso sotto il 92% in prove similari, mentre a 2000m di quota lo stesso sforzo paramassimale determinava una SaO2 = 84%. Al termine di due settimane di allenamento in altitudine Lance riportava questo valore al 88%. 

Che siano gli scambi gassosi a livello polmonare a limitare la performance in atleti di alto livello è dimostrato da numerosi studi nei quali gli atleti respiravano una miscela arricchita di ossigeno al 26% (l' aria che respiriamo presenta il 21% di O2): la SaO2 non scendeva al di sotto del 95% e il VO2max risultava più elevato del 5% rispetto ai valori basali. 

Con opportune tecniche di respirazione sotto sforzo è probabilmente possibile aumentare la pressione gassosa negli alveoli polmonari, favorendo il passaggio dell' O2 dall' aria inspirata alle molecole di Hb. 

O forse semplicemente con un' adeguata iperventilazione sotto sforzo: sembra infatti che molti atleti di alto livello non iperventilino a sufficienza quando impegnati in sforzi di alta intensità (Med.Sci.Sports Exerc. 32:926-932, 2000). 
Questa ipotesi è confortata dalla verifica in questi soggetti di un aumento della pressione arteriosa parziale di CO2 (PACO2 maggiore di 35mmHg) accompagnato da una riduzione della pressione alveolare di O2 (PAO2 inferiore a 110mmHg) (J.Physiol.Lond 355:161-175, 1984).