Milano - Sanremo 2004

Diciamo la verità: non è stata una Sanremo esaltante.

Prudenza, tattica, tensione, paura hanno preso il sopravvento su coraggio, fantasia e azzardo.

10'05" per scalare la Cipressa e 6'27" sul Poggio sono tempi relativamente modesti, e non mi sembrava ci fosse molto vento ad ostacolare i corridori.

Bettini troppo solo nei suoi affondi, senza compagni di squadra a prepararne il terreno con adeguate progressioni; "Vino" non brillantissimo e impegnato più a tener cucita la testa del gruppo che ad attaccare.

T-Mobile e Fassa-Bortolo controllano la corsa spietatamente, mantenendo un ritmo costante, ma non troppo elevato in salita, per portare Zabel e Petacchi allo sprint con le gambe non troppo appesantite.

Una bella azione di Mirko Celestino nella discesa della Cipressa, solitario allo scoperto per oltre 10km, è stato l'unico lampo della Classicissima.

Poi lo sprint, con ben oltre 50 corridori, che ha premiato l' atleta che lo ha impostato con il rapporto più agile e che dunque è riuscito a produrre una notevole accelerazione negli ultimi metri: Oscar Freire Gomez, non a caso già due volte Campione del Mondo.

Petacchi, forse rimasto al vento troppo presto, si è trovato senza gambe dopo i quasi 300km di corsa, mentre Zabel , che lo aveva superato facilmente, alzando le braccia sicuro del quinto trionfo, vedeva punito l' incredibile errore di alzare le braccia prima del traguardo.

22 Mar 2004