Ancora su Altitudine e Ipossia

Nonostante gli atleti utilizzino con successo da alcune decine di anni l' allenamento in altitudine, non c' è unanimità di vedute tra gli studiosi riguardo i benefici sulla prestazione sportiva. 
I risultati degli studi sono quasi sempre stati valutati in un' analisi statistica, esaminando il comportamento degli atleti come gruppo unico. 

B.D. Levine et al. (J.Appl.Physiol. 1998; 85:1448-1456) per primi hanno individuato chiaramente due classi di atleti, RESPONDERS e NON RESPONDERS all' allenamento in altitudine. 
Questi Autori hanno verificato caratteristiche ben distinte di comportamento:

- i RESPONDERS manifestano in altitudine una maggior produzione di EPO e una crescita della massa eritrocitaria (RCV) dell' 8% dopo 4 settimane. 

- i NON RESPONDERS hanno un aumento dell' EPO meno evidente e meno duraturo, e una mancata crescita del RCV. 

Entrambi i gruppi mostrano un simile aumento della concentrazione di Hb (+8%), ma nei NON RESPONDERS questo è dovuto ad un calo del volume plasmatico (-8%) e non ad un aumento reale della quantità totale di Hb. 

Dunque la concentrazione di Hb non è un marker affidabile per valutare se c' è stata una stimolazione eritropoietica efficace: occorre misurare la quantità totale di Hb. 

Nello studio di Levine, i RESPONDERS migliorano il VO2max del 6.4% e la velocità in gara simulata 
(5000m) del 3.7%, mentre i NON RESPONDERS non mostrano alcun miglioramento. 

D. Boning et Al. (Int.J.sports Med 2001; 22:572-578) hanno dimostrato che gli atleti residenti a Bogotà (2500m slm) hanno una concentrazione di EPO (33.3U/l) e di reticolociti (2.4%) superiore rispetto ai non atleti residenti a Bogotà (EPO = 19.4U/l ; reticolociti = 1.5%), pur avendo una concentrazione di Hb nettamente inferiore : 16.0 g/dl contro 17.4 g/dl. 
La quantità totale di Hb è però nettamente superiore negli atleti : 14.7g/kg di peso contro i 13.1 g/kg dei non atleti. 

Dunque in altitudine l' allenamento è un ulteriore stimolo alla produzione di EPO e di Hb; anche a livello del mare l' allenamento è efficace in tal senso, cosa vera ancor più per i ciclisti che spesso si allenano e gareggiano in montagna anche senza soggiornare in altitudine. 

Recentemente diversi ricercatori hanno attirato l' attenzione sul fenomeno della neocitolisi come mezzo di autoregolazione della massa eritrocitaria (RCV) (Ann.Intern.Med. 2001; 134:652-656). 
Così come gli astronauti al rientro dallo spazio, i residenti in altitudine che scendono a livello del mare mostrano una distruzione significativa dei globuli rossi giovani (neociti) con conseguente riduzione del RCV e aumento di ferritina, bilirubina e LDH. 
Gli Autori hanno verificato che la neocitolisi è annullata dalla somministrazione di piccole dosi di EPO, per cui l' atleta che si allena, che produce più EPO rispetto al non atleta, probabilmente non manifesta una evidente neocitolisi al rientro da un soggiorno in altitudine. 

Negli ultimi anni l' utilizzo di simulatori di altitudine (ipossia ipobarica e normobarica) ha attirato l'attenzione di atleti, tecnici e ricercatori. 
Interessi commerciali e studi scientifici si sono incrociati e intrecciati proponendo decine di articoli e pubblicazioni sull' argomento. 
In questa giungla di informazioni spesso è difficile capire se questi strumenti sono utili all' atleta e come utilizzarli. 

Una stimolazione ipossica continua (10 giorni a 2800m in camera ipobarica) è sicuramente in grado di stimolare la produzione di EPO e di globuli rossi. 

Anche il solo dormire a 2600-3000m per 11-23 notti aumenta EPO (+59%), reticolociti (+30%) e VO2max (+2%) (J.Sports Sci. 2001; 19:831-837). 

Tre ore al giorno, per 5 giorni la settimana, per 4 settimane ad altitudini simulate di 4000-5500m provocano aumenti della concentrazione di EPO del 100% e 400% rispettivamente (Haematologica 2005 ;90:126-127). 

Due ore al giorno a 3800m per 5-12giorni sono in grado di aumentare i reticolociti, così come 90 minuti a 4000-5500m (Eur.J.Appl.Physiol. 2000; 82:170-177). 

Meno efficaci sembrano i protocolli di ipossia intermittente: 5' : 5' ipossia - normossia per 70' complessivi, 5 volte alla settimana, per 4 settimane non ha effetto su eritropoiesi e prestazione (J.Appl.Physiol. 2004;96:1800-1807)

Allenamenti ad altitudini simulate in camera ipobarica sembrano in grado di migliorare VO2max e prestazione sia a livello del mare (+11%) che in altitudine (+19%) rispetto al gruppo di controllo che svolge lo stesso allenamento a livello del mare (Eur.J.Appl.Physiol. 1988;57:203-209).

03 Nov 2006