Ketones

16 Nov 2013

Quando la disponibilità di glucosio è ridotta, come avviene nel digiuno o negli sforzi prolungati, nei mitocondri del fegato viene attivata la produzione di corpi chetonici, partendo da acetyl-CoA proveniente dai grassi immagazzinati nei depositi sottocutanei. 
Questi ketoni vengono trasportati nel sangue a vari organi (cervello, muscoli, cuore, ecc), dove di nuovo sono convertiti a acetyl-CoA ed utilizzati nel ciclo di Krebs per produrre energia. 

I 1500 grammi del cervello umano richiedono normalmente 100-150g di glucosio al giorno. 
Se questo non è disponibile, come avviene nel digiuno, il catabolismo muscolare demolisce fino ad un massimo di 55-60g di proteine al giorno, dalle quali può ricavare solo 32-35g di glucosio, quantità molto al di sotto delle necessità del solo cervello. 
Ecco allora che entrano in gioco i Ketoni: un fegato sano ne può produrre fino a 150g al giorno e il cervello è in grado di utilizzare solo glucosio e ketoni per il suo metabolismo. 

I Ketoni hanno una efficienza metabolica superiore allo stesso glucosio, fornendo più energia a parità di ossigeno consumato: il beta-hydroxybutyrate (uno dei tre corpi chetonici prodotti dall’ uomo, assieme ad acetoacetato ed acetone) libera il 30% più energia per mole rispetto al piruvato derivato dalla scissione del glucosio: da qui l’ appellativo di “SUPERFUEL”, specie nelle situazioni di ipossia (sforzi estremi, altitudine, insufficienza coronarica, arteriopatie periferiche, ecc). 
Inoltre i Ketoni inibiscono la glicolisi e aumentano la sintesi di glicogeno nel cuore e muscoli scheletrici, con un effetto simile a quello della insulina. 

Recentemente è stato proposto di riprodurre artificialmente una moderata ketosi in grado di fornire un extra di acetylCoA per incrementare la produzione di energia, migliorando le funzioni cognitive e le prestazioni fisiche, specie in condizioni estreme di fatica (militari in combattimento, atleti, ecc). 
Le classiche Diete Ketogenetiche, ricche di grassi e povere di CHO, sono di difficile mantenimento, ad alto rischio aterogenico e poco adatte agli atleti. 
L’ OLIO di COCCO è particolarmente ricco di acidi grassi a catena media (MCT) che sono in grado di essere utilizzati rapidamente come combustibile e che in parte si trasformano in corpi chetonici. 
L’ olio di cocco è da tempo utilizzato dagli atleti come integrazione in grado di risparmiare glicogeno muscolare e dunque di protrarre più a lungo lo sforzo. 
Inoltre la assunzione di olio di cocco è un efficace soppressore dell’ appetito, placando la fame di zucchero del cervello. 

La ricercatrice Kieran Clarke, della Università di Oxford (inglesi, sempre loro) ha sintetizzato nel 2005 un KETONE MONOESTERE : ®-3-hydroxybutyl®-3-hydroxybutyrate, che è in grado di riprodurre una ketosi simile a quella del digiuno. 
La molecola, somministrata per via orale, è rapidamente assorbita e subito scissa in beta-hydroxybutyrate e acetoacetato: il picco di massima concentrazione nel sangue 2-3 ore dopo la assunzione e ritorno ai valori basali dopo 8-10 ore (Regul Toxicol Pharmacol 2012;63(3)). 
Questo Ketone Monoestere è stato di recente brevettato e dovrebbe essere commercializzato nel 2014 dalla Società TdeltaS, anche se la sostanza, a detta della stessa Società, è già stata utilizzata da atleti dal 2011 ad oggi…