Giro d'Italia 2008

Molta pioggia e freddo, oltre 2000 km di trasferimenti tra una tappa e l'altra, le immancabili numerose cadute rendono estremamente duro un Giro già di per sè molto impegnativo, specie nella terza settimana di corsa.

Un percorso un po' troppo sbilanciato a favore degli scalatori di peso leggero, con numerose salite con pendenze ben oltre il 10% e punte prossime al 20%.

A Milano vince infine Alberto Contador, partito dalla Sicilia senza responsabilità (il leader della Astana era Kloden, recente vincitore del Giro di Romandia) e cresciuto progressivamente 
di convinzione e condizione atletica.
Il giovane corridore madrileno si aggiudica la classifica generale grazie alla regolarità, mentre i suoi rivali, uno ad uno, manifestano giornate di crisi, in montagna o a cronometro.

Sulla salita di Pampeago (pendenza media 10%) la VAM migliore è di Menchov (1785 m/h), sul passo Fedaia (10%) il più rapido è Pozzovivo (1840 m/h), mentre la VAM di Pellizotti (1620 m/h) nella cronoscalata vincente di Plan de Corones (8.4%di pendenza media) è rallentata da oltre 5 km di strada sterrata.
Sul Mortirolo (10.8%) i migliori del gruppo, provati dalle tre settimane di battaglia e dalla pioggia battente del giorno precedente non fanno meglio di 46'12" (VAM = 1710 m/h).

Nella crono finale di Milano Contador è nettamente il migliore tra gli uomini di classifica, esibendo una eccellente posizione aerodinamica e una cadenza di pedalata tra 102 e 106 RPM. 

04 Giu 2008