Giro d'Italia 2006 - Parte II

Veramente a tutta, in questo Giro d' Italia, Ivan Basso è andato forse solo negli ultimi 3 km della tappa di Aprica, quando ha sfilato, o meglio "sfilettato" (azione che presuppone volontarietà e una certa manualità "chirurgica") da ruota Gilberto Simoni.

Questa almeno è stata la mia sensazione da telespettatore.

Su tutte le altre salite Ivan ha dato l' impressione di avere del margine, cercando di gestire gli sforzi nella prospettiva delle tappe successive.

Una pedalata morbida, quasi felpata, impostata su cadenze più alte rispetto al passato, gli ha consentito di scalare le pendenze più ripide senza alzarsi sui pedali, mettendo in mostra una grande efficienza del gesto tecnico.

Anche sul Mortirolo ha confermato le prestazioni delle salite precedenti: 44'30" il suo tempo, in compagnia di Simoni (VAM=1750 m/h).

Basso si è dimostrato nettamente migliorato in salita rispetto allo scorso anno, quando, sia al Giro che al Tour si era espresso su VAM non superiori a 1700m/h.
Questo grazie ad un peso corporeo inferiore e ad una cadenza di pedalata ideale per le potenze sviluppate: nei momenti decisivi sempre compresa tra 85 e 95 RPM.

Non ha avuto avversari al suo livello e questo gli ha facilitato il compito, assieme ad un percorso che si è rivelato a lui estremamente favorevole: cronosquadre e crono individuale completamente piatte e senza una curva, così come le prime tre tappe di montagna con una unica salita finale che gli hanno consentito di mettere sul piatto la sua netta superiorità fisica senza alcun problema. 

29 Mag 2006