Giro d'Italia 2003 - Prima Settimana

Vecchio... finito... depresso... problemi interiori alla squadra? 

Niente di tutto ciò a mio parere.
Già altre volte Super-Mario aveva manifestato difficoltà nelle prime tappe del Giro d’Italia, ma sicuramente quest’ anno qualcosa non va.

Cipo sia in salita ma soprattutto in volata appare poco esplosivo, lento, quasi appesantito. Non posso escludere qualche problema fisico, ma conoscendolo, avendo avuto la fortuna di lavorare con lui per alcuni anni, ritengo che Cipollini abbia esagerato con i carichi di allenamento nel mese che ha preceduto la partenza del Giro.

Azzardo l’ ipotesi che non abbia sollecitato a sufficienza le sue fibre muscolari veloci, privilegiando i lavori di fondo, magari esagerando un po’ nei volumi complessivi.
Dunque accanto a un leggero stato di affaticamento da over-training, potrebbe essere che Mario nei suoi allenamenti non ha allenato a sufficienza le sue qualità di sprinter. 

Ricordo che il reclutamento delle fibre veloci non è in relazione alla velocità di contrazione muscolare, bensì alla tensione delle fibre stesse: in altre parole per sollecitare le fibre veloci non è sufficiente pedalare in agilità, ma occorre sottoporre i muscoli a tensioni o picchi di forza elevati.
Elevati picchi di forza si possono ottenere più facilmente a basse cadenza di pedalata: per esempio a 50 RPM, al carico di 400 watts (che per Super-Mario corrisponde ad un’ intensità media) ad ogni pedalata le fibre muscolari sono sottoposte a un picco di forza di oltre 80 kg. Per raggiungere tali picchi di forza pedalando a 100 RPM bisogna spingere sui pedali un carico di circa 800 watts, intensità che non è certo facile mantenere a lungo.

Alternando brevi tratti di circa 1 minuto a bassa RPM con tratti di 2-3’ alla stessa intensità ma ad alta RPM (100-110), si trasferisce il reclutamento delle fibre veloci alle cadenze proprie delle volate: in questo modo si sviluppa una maggiore e migliore capacità di attivare un’ alta percentuale di tali fibre, indispensabili all’ esplosività che è venuta a mancare a Cipollini in questi giorni.

Sono convinto che se Mario riuscisse a effettuare questi esercizi di “reclutamento” durante qualcuna delle prossime tappe, nei tratti in salita percorsi ad un’ intensità non troppo elevata, potrebbe trarne vantaggio per le successive volate in questo 86° Giro d’Italia.

04 Giu 2003