Giro d'Italia 2003 - Epilogo

05 Giu 2003

Eccellenti prestazioni in salita per Gilberto Simoni: VAM di 1865m/h sullo Zoncolan e di 1888 m/h sull’ Alpe di Pampeago sono performances sovrapponibili a quelle di Roberto Heras durante la Vuelta 2002.
Non molto lontani comunque i suoi migliori rivali Garzelli e Popovych.

Leggero e potente, ottima posizione in bicicletta sia in salita che a cronometro, Simoni sarà un avversario temibile anche per Armstrong al prossimo Tour de France.

Il “tappone” di Chianale, con oltre di 4500 m di dislivello totale, ha esaltato le doti di fondista di “Gibo”, in una giornata resa ancora più difficile da freddo, pioggia e grandine.

Le avverse condizioni atmosferiche hanno incrementato di almeno il 30% il dispendio energetico dei corridori, rendendo cruciale l’ alimentazione durante la corsa.
Chi non si è protetto adeguatamente in discesa, o non è riuscito a mangiare a sufficienza si è trovato improvvisamente senza energie, accusando pesanti distacchi specie negli ultimi km.

Ne sa qualcosa il coraggioso Popovych (con il suo attacco in discesa senza indumenti per preteggersi dal freddo e dalla grandine), al comando della corsa a circa 20 km dal traguardo e 4° all’ arrivo con oltre 3 minuti di ritardo da Frigo e Simoni, così come i 40 corridori finiti fuori tempo massimo.

In giornate estreme come questa occorre aumentare l’ assunzione calorica di almeno il 30%, privilegiando carboidrati e grassi, ricordando che questi ultimi forniscono a parità di peso oltre il doppio di calorie rispetto a zuccheri e proteine: tortine con pasta di mandorle o noci, ciambelle, crostate, cioccolato vanno aggiunte al normale rifornimento.

I corridori in queste condizioni consumano 800-1000 kcal per ogni ora di corsa; occorre introdurne almeno 400-600 ogni ora per evitare una grave crisi energetica e un completo esaurimento delle riserve di glicogeno, che richiederebbero almeno 3 giorni per essere ripristinate.