Vuelta 2006 - Parte I

06 Set 2006

Le temperature oltre i 40° C che i corridori hanno trovato sulle strade di Spagna hanno sicuramente influito sul rendimento dei corridori: innalzamento della temperatura corporea e disidratazione i problemi più frequenti in questi primi 10 giorni di corsa.

Al calore metabolico prodotto dai muscoli che lavorano si aggiunge il calore di irraggiamento dovuto all' esposizione al sole: di zone d' ombra ne abbiamo viste veramente poche nei paesaggi semidesertici del sud-ovest della Spagna.

E' sufficiente uno sforzo che produca 60Kcal per determinare un innalzamento di 1°C della temperatura del corpo: pochi minuti sarebbero dunque sufficienti a raggiungere temperature corporee decisamente pericolose (oltre i 40-41°C) se non ci fossero meccanismi di compenso che permettono lo smaltimento del calore.

La dispersione per CONVEZIONE si manifesta quando la cute ha una temperatura più alta di quella dell' aria: il sottile strato di aria a contatto con la pelle si scalda e la cute si raffredda, sottraendo calore al corpo. Ovvio che questo meccanismo si annulla se la temperatura ambientale supera i 38-40°C.

La EVAPORAZIONE del sudore è un meccanismo efficiente (se l' umidità non è troppo elevata): ogni grammo di sudore che evapora sottrae 0.6 Kcal, mentre il sudore che cade a terra o impregna gli indumenti non ha alcun effetto sulla temperatura corporea.
E' noto che la sudorazione abbondante espone al rischio di disidratazione.

La dispersione per CONDUZIONE, ossia il contatto dell' organismo con un liquido a temperatura più fredda, può essere determinante se si ha la possibilità di bagnarsi spesso o di ingerire liquidi freschi (10-15°).

La massima produzione di sudore su un atleta è stata misurata in 3.7 litri/ora, sul maratoneta Alberto Salazar (Physician Sportsmed., 14:73-81,1986).
La massima velocità di svuotamento gastrico (e dunque di assorbimento di fluidi) è di 1-1.5 litri/ora, e questa si riduce sotto sforzo intenso.
Ovvio che in condizioni estreme di calore il rischio di disidratazione è molto alto, anche se l' atleta assume il massimo dei fluidi che può assorbire: ogni 1% di perdita di peso corporeo (e dunque di acqua) comporta un aumento di 0.2-0.4 °C della temperatura corporea.
Il deficit di liquidi riduce il volume plasmatico, la gittata sistolica e aumenta la frequenza cardiaca. Anche i globuli rossi perdono volume e funzionalità.

Una riduzione del 2% del peso corporeo dovuta a disidratazione riduce le prestazioni dell' 8-10%; ciò significa che ogni 30' di sforzo continuo si perdono oltre 2' (Med.Sci.Sports Exerc., 17:456-461, 1985).

Grande lo spettacolo agonistico offerto finora dai corridori, favoriti anche da un percorso vario e interessante fin dalle prime tappe.
Ottime le prestazioni in salita dei migliori: DiLuca sulla Covatilla e Vinokourov sull' Alto de la Cobertoria hanno espresso VAM attorno ai 1680 m/h.
C'è un grande equilibrio di forze con 5 corridori racchiusi in 90 secondi: alla fine prevarrà il corridore più intelligente nella gestione della corsa.